Una sintesi dell’articolo de ” La Gazzetta dello Sport”. A Marassi, dopo lo 0-4, 60 teppisti lasciano la curva e occupano i distinti: fumogeni, minacce e paura. Polemica tra club e questura

143255139 276x184 GAZZETTA DELLO SPORT. Genoa Siena, lultima follia Gara sospesa per 44 minuti

(GETTY IMAGES)

Piccoli Bogdanov crescono, e il Ferraris (molto amaramente) si conferma ancora una volta luogo ideale per le loro nefandezze. Sono la faccia marcia del tifo italiano, questi sessanta «pseudo tifosi, anzi delinquenti» (alcuni dei quali già noti alle forze dell’ordine), come li ha definiti il presidente genoano Preziosi, che alle 16.12 di ieri, agendo in maniera totalmente impunita hanno imposto all’arbitro Tagliavento lo stop di Genoa-Siena per 44 minuti, con l’unico motivo di manifestare il loro dissenso nei confronti di tutto l’ambiente rossoblù, squadra e società. La rete di Giorgi in avvio di ripresa ha scatenato l’inferno. Dalla gradinata nord, cuore della tifoseria ultrà, sono uscite all’improvviso dallo stadio circa settanta persone, in maggioranza giovanissimi. Alcuni avrebbero forzato un cancello interno sotto la torre del Gos locale, altri hanno tentato l’irruzione dall’esterno, uscendo e svoltando in corso De Stefanis, dirigendosi verso l’ingresso nord dei distinti. Rimane da capire perché quei varchi fossero accessibili (non era ancora il momento del deflusso del pubblico) e per quale motivo non sia scattato nessun allarme da parte degli steward, uno dei quali è stato ferito. Via le maglie Dieci minuti surreali, finché alle 16.22 Rossi, richiamato dai poliziotti, è andato a parlamentare con i teppisti. «Giocate senza la maglia», il coro che si è levato dal contestatori, che hanno applaudito il Siena mentre rientrava negli spogliatoi. Doppia versione Secondo una prima ricostruzione, allo scopo di non far degenerare la rabbia ultrà sarebbero state le forze dell’ordine a chiedere ai giocatori del Genoa di togliersi la divisa rossoblù (ipotesi prima fatta e poi smentita anche dal numero uno del Genoa). Rossi, a quel punto, avrebbe fatto notare che senza maglia la squadra non avrebbe potuto riprendere la gara, rischiando anche una penalizzazione in classifica. In serata è stato il questore Mazza, invece, a spiegare come invece le forze dell’ordine fossero contrarie a questo gesto, «deciso dalla squadra in accordo con Preziosi». Si torna a giocare L’attaccante genoano è rimasto a discutere sino alle 16.51, quando la protesta si è interrotta e i sessanta scalmanati hanno ripreso a sostenere la squadra con le spalle rivolte al terreno di gioco. Alle 16.56 la gara ha avuto di nuovo inizio. Poi, alla fine, tutti fuori a contestare la «Freccia Rossoblù», che ha potuto lasciare lo stadio solo alle 19.40, per quello che si annuncia come un maxi-ritiro sino a fine stagione.